Ottimizza l’email marketing e di’ addio allo spam

Eri sicuro di aver creato una grande campagna di email marketing, ma non avevi tenuto conto di un ostacolo: la casella dello spam. Gli inglesi la chiamano “deliverability” ed è il tasso di email che sbarcano nella casella della posta in arrivo. Più il tasso è alto, più contatti ricevono la tua email e più persone possono leggerla. Di contro, un tasso molto basso corrisponde a un gran numero di email finite tra la posta non desiderata. Perché succede?

Gli email provider come Gmail o Hotmail offrono un servizio a chi riceve le tue comunicazioni, non a te che creai una campagna di email marketing. Il loro scopo è ridurre al minimo l’intrusione di email moleste, facendole appunto finire nello spam. Se avranno motivo di credere che le tue comunicazioni e newsletter siano fastidiose, faranno in modo che le persone non le ricevano.

La prima regola per eliminare o quasi questo rischio è creare contenuti di qualità. È più facile che le persone leggano e apprezzino email in linea con i propri interessi. Questo alza in maniera considerevole il tasso di deliverability, ma da sola non basta. Per fortuna esistono dei piccoli trucchi che puoi usare in aggiunta.

1. Sfrutta le “welcome email”

Uno degli indicatori principali per gli email provider è il tasso di apertura delle tue email. Se una persona non apre mai le tue newsletter, Gmail o Hotmail darà per scontato che non gli interessino. Moltiplica questa cosa per decine di contatti e vedrai crollare il tuo tasso di deliverability. Ci sono però due tipi di email con un tasso di apertura molto più alto della media.

  • Le welcome email, ovvero le email di benvenuto. Rispetto alle altre email, vengono aperte circa il 50% in più e danno un ottimo segnale ai provider.
  • Le email inviate in seguito a un determinato comportamento. Il loro tasso di apertura è il 150% più alto della media e il merito è del tempismo. Vengono infatti inviate solo quando il tuo contatto fa qualcosa di specifico sul tuo sito e sono legate all’evento in questione. Ad esempio, possono inviare informazioni riguardo un certo prodotto o fornire un piccolo omaggio al raggiungimento di un traguardo.

2. L’oggetto dell’email conta

Come detto sopra, il tasso di apertura influenza il tasso di deliverability. Un oggetto dell’email accattivante rende molto più probabile che tante persone apriranno la mail. Di conseguenza, allontana le tue newsletter dalla casella dello spam.

Un buon oggetto si muove sul confine sottile tra “clickbait” e descrizione del contenuto. Dovrebbe essere accurato, per evitare che i tuoi contatti rimangano delusi all’apertura. Se iniziano a credere che le tue email siano tutto fumo e niente arrosto, saranno loro stessi a segnarle come indesiderate. D’altra parte, un buon oggetto deve essere anche attirare l’attenzione in mezzo a decine di altre comunicazioni.

Tra le due cose, preferisci sempre l’accuratezza al fattore clickbait. Non sacrificare un rapporto di fiducia duraturo per qualche apertura facile in più.

3. Usa lo split test

Se sei indeciso tra due oggetti diversi, provali entrambi. Lo split test consiste nel creare due versioni della stessa email e inviarle a due campioni simili di contatti. In base ai tassi di apertura, potrai scegliere la versione migliore da inviare anche al resto della mailing list.

Lo split test è utile anche per testare i possibili design di una newsletter, l’ordine delle informazioni o addirittura il nome del mittente. Il mittente è infatti il fattore che più di tutti determina se la mail sarà aperta o no. Se il contatto percepisce chi invia la comunicazione come poco affidabile o poco interessante, è probabile che la butterà nel cestino senza leggerla.

In generale, si è visto che includere nella mail un nome di persona e il nome dell’azienda aiuta. L’insieme delle due cose pare dare risultati migliori del solo nome di persona o della sola denominazione aziendale. Nel dubbio, però, usa lo split test.

4. Sfrutta l’email marketing automation

L’email marketing automation ti permette di ottenere un maggiore livello di coinvolgimento da parte dei contatti. Serve infatti a inviare mail personalizzate in base alla segmentazione della mailing list. Questo significa un tasso più alto di apertura, che si traduce in una deliverability più alta. Gli strumenti di questo tipo hanno però anche un altro pregio: ti permettono di avere una mailing list sempre pulita.

In base al livello di coinvolgimento dei singoli utenti, puoi determinare quali contatti mantenere e quali no. Ad esempio, un contatto che non ha aperto nessuna mail da anni è probabile che ti danneggerà e basta. Continuare a inviargli email che non saranno lette significa abbassa la media del tasso di apertura. Il fenomeno, moltiplicato per decine di utenti, può seriamente danneggiare il tuo tasso di deliverability. Molto meglio concentrare i tuoi sforzi sui contatti interessati a ciò che offri loro.

5. Non abbandonare la tua mailing list

Non sempre la deliverability è bassa per colpa degli email provider. A volte sono gli utenti stessi a segnalare in massa certe email e magari non a causa dei contenuti. Capita che dopo, dopo una prima campagna di email marketing, la lista di contatti rimanga inattiva per un lungo periodo. Magari non c’è tempo per una strategia strutturata o credi che sia inutile. Dopo qualche tempo, decidi di recuperare questi contatti: cosa succede?

Ogni mese riceviamo decine di email ed è facile dimenticare di esserci iscritti a una certa newsletter, se non riceviamo comunicazioni da un po’. Quando dopo mesi di inattività arriva una nuova mail, crediamo sia solo spam e la trattiamo come tale. Anche quando ci ricordiamo dell’iscrizione, è facile che non ci interessi più.

Per evitare che la tua mailing list vada perduta, cerca di inviare almeno una comunicazione rilevante ogni 60 giorni.

Per la tua campagna di email marketing non sai da dove iniziare?

Tutti questi trucchi richiedono tempo e attenzione per essere davvero efficaci. Soprattutto, hanno bisogno della mano di un professionista esperto. Se hai compreso l’importanza dell’email marketing e la vuoi sfruttare in pieno, rivolgiti a un professionista qualificato. Migliorerai non solo la deliverability, ma anche il coinvolgimento dei contatti e il tasso di conversione.

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